Autori Tema: Un pezzo di storia da non dimenticare...  (Lexuar 1598 herë)

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Jashtë Linjë Troglos Apvlia

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Un pezzo di storia da non dimenticare...
« Me: Mars 06, 2011, 09:11:19 MD »
tratto dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi. Cito solo perchè io c'ero e perchè penso che "La Gazzetta del Mezzogiorno" sia l'unico giornale che si sia ricordato di questo evento. Si accettano critiche, insulti e sputi.


1991, LA PUGLIA SCOPRI' DI ESSERE TERRA PROMESSA
Il 7 marzo di 20 anni fa il primo sbarco di albanesi a Brindisi


La corsa verso la libertà manifestatasi in tutti i paesi dell'Est europeo dopo la caduta del muro di Berlino investì agli inizi degli anni '90 del secolo scorso anche l'area balcanica con effetti traumatici soprattutto in Jugoslavia. Ma non sfuggì alla resa dei conti l'Albania caratterizzata sin dal secondo dopoguerra dal più cupo isolamento del regime comunista di Enver Hoxha. Avvisaglie di una situazione insostenibile si erano già registrate nell'estate del 1990 con l'occupazione delle ambasciate straniere a Tirana e con lo sbarco ad Otranto di un gruppo di disperati. Il collasso di un intero sistema politico-sociale indusse nei primi mesi del 1991 decine di migliaia di albanesi a fuggire su natanti di fortuna sulle coste pugliesi.

    Nelle prime ore del 7 marzo di venti anni fa Brindisi fu svegliata dal suono delle sirene per l'arrivo di piccole navi gremite di migranti provenienti dall'altra sponda dell'Adratico. All'impreparazione delle strutture dello Stato ed alle inefficenze burocratiche sopperirono i cittadini di Brindisi in una vera e propria gara di solidarietà per assistere donne e bambini. La generosità dei brindisini, che non lesinarono aiuti di ogni genere, alimentari, vestiario e medicinali, sembrò un fatto naturale e spontaneo.

    Le requisizioni di scuole, decise dall'amministrazione comunale per offrire un primo rifugio a molti albanesi, semi-assiderati ed in condizioni di salute preoccupanti, si rilevò propizia. Nei giorni successivi, l'attivazione dei centri di accoglienza profughi di Restinco e di altre strutture collocate nei centri dell'interno o lungo la costa (campeggi nelle località balneari di Ostuni e Fasano) rievocò le immagini del lungo dopoguerra quando la città e l'intera provincia offrirono accoglienza a migliaia di italiani provenienti dalla Venezia-Giulia ed ai rimpatri dalle isole dell'Egeo e dalla Grecia.

    Brindisi e l'intera regione, da sempre terra di emigrazione, scoprirono di essere ora paesi di immigrazione. Il fenomeno, latente agli inizi degli anni '80, assumeva ora un aspetto eclatante. La Puglia in quei giorni scoprì anche un vicino di casa, che la guerra fredda aveva reso così lontano, con tutte le questioni irrisolte di uno sviluppo economico di un'area fortemente arretrata e con un forte deficit di vita democratica. Si calcola che la prima ondata migratoria nel marzo del '91 riversò sulla nostra costa oltre 25.000 profughi (Brindisi non arriva a 80.000 abitanti ndr).

    Le motivazioni di fondo di una scelta migratoria di massa da parte dei giovani albanesi scaturivano anche dai modelli socio-culturali penetrati in Albania attraverso le TV. Le aspettative di un mondo giovanile convinto che l'attraversamento di una stretta striscia di mare avesse dischiuso le porte al benessere ed ad una civiltà diversa s'infransero in poco tempo. La disponibilità di accogliere questi profughi fu MOLTO LENTA E LE SCELTE DEL GOVERNO SI RIVELARONO INIZIALMENTE AMBIGUE E CAOTICHE. Una conferma di una DIFFUSA INCAPACITA' ad affrontare in una visione organica la questione di uno dei paesi più poveri d'Europa, soffocato dall'arretratezza e da un regime comunista tra i più chiusi dell'Est europeo, si ebbe dopo pochi mesi a Bari. L'arrivo, agli inizi di agosto, di un'altra ondata di emigranti, fu gestito dal governo centrale con scelte criticabili (gran parte dei fuggiaschi albanesi fu rinchiusa nell'ex stadio comunale) registrando un profondo dissenso delle stesse autorità locali e delle organizzazioni sociali.

    Le immagini spettacolari della nave "Vlora" con un carico enorme di migliaia e migliaia di disperati è rimasta impressa nell'immaginario collettivo. La nave dei profughi, prima respinta a Brindisi e dirottata a nord verso Monopoli, fu poi agganciata da rimorchiatori e ormeggiata nel capoluogo pugliese. A Bari, come a Brindisi, un atteggiamento di apertura e comprensione della condizione disperata degli albanesi prevalse su timori e paure. Si registrarono gare di solidarietà da parte della gente comune del Villaggio Trieste a ridosso dello stadio (abitato in passato dai profughi giuliani, dalmati, greci), della Caritas, di parrocchie e associazioni di volontariato, per portare sollievo a migliaia di albanesi soffocati da un caldo insopportabile e dall'isolamento totale, in uno stadio trasformato in un campo di internamento.

    Il governo, sottoposto a forti pressioni anche da parte della Comunità Europea, dopo le operazioni di rientro forzato della seconda ondata di profughi, predispose un intervento di pattugliamento del canale d'Otranto per il respingimento dei fuggiaschi.
    Con l'operazione "Pellicano", che vide impiegati Esercito, Marina e Carabinieri in una vasta operazione umanitaria sull'altra sponda dell'Adriatico, si aprì una fase nuova anche delle relazioni geopolitiche  di fronte ai grandi sommovimenti dell'area balcanica. Ma l'Albania, dopo pochi anni, fu di nuovo caratterizzata da un collasso economico senza precedenti. Tuttavia il sostegno della comunità internazionale e l'intensificazione delle relazioni economiche e culturali ha impedito il ripetersi di una fuga di massa, affidando a normali flussi migratori le relazioni tra le due sponde dell'Adriatico.

                                                                                                                                                                    Vito Antonio Leuzzi


La città di Brindisi è stata candidata al premio Nobel per la pace, aspetta ancora la medaglia d'oro al valore civile, ma nulla è stato fatto nel tipico stile italiota. Cerco gente nel forum che quel giorno c'era..........
se il mondo va così, diventa una presa per il culo financo respirare......

Jashtë Linjë Troglos Apvlia

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Un pezzo di storia da non dimenticare...
« Pergjigju #1 Me: Prill 14, 2011, 03:08:16 MD »
dikush?
se il mondo va così, diventa una presa per il culo financo respirare......

Jashtë Linjë ☼ Bea ☼

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  • L'Onore e Il Rispetto ...!!!
Un pezzo di storia da non dimenticare...
« Pergjigju #2 Me: Prill 20, 2011, 07:17:09 MD »

Jashtë Linjë Mistrece

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Un pezzo di storia da non dimenticare...
« Pergjigju #3 Me: Prill 21, 2011, 01:51:42 MD »
dikush?
La maggior parte sono giovani, arrivati in Italia col visto e che non ha sofferto quei terribili mesi degli sbarchi in massa quando sulla nave "Vlora" si erano imbarcati 20 mila persone. Noi si é visto solo nei filmati quel che è successo.